Indice

1A - Nozioni introduttive

Premessa: Molti degli argomenti di questo primo capitolo sono già stati trattati nel primo biennio nelle materie di Fisica, Chimica e Scienze e Tecnologie Applicate. Faremo solo un breve ripasso insistendo sulle definizioni fondamentali.

Prima di cominciare definiamo le due discipline che danno il nome a questa materia1):

1 Struttura della materia

Rivediamo velocemente alcuni concetti di fisica e chimica:

2 La corrente elettrica

La corrente elettrica è un movimento ordinato di elettroni in un conduttore 3). Per quantificare questo fenomeno definiamo la grandezza intensità di corrente elettrica - che d'ora in poi chiameremo semplicemente corrente - come la carica che nell'unità di tempo attraversa la sezione di un conduttore. Si può esprimere questa definizione con la formula:

`I=Q/t [A]`

dove I è il simbolo della corrente e A il simbolo della sua unità di misura, l'Ampère. La corrente ha un verso che per convenzione è opposto a quello in cui si muovono gli elettroni. Questa scelta può sembrare strana ma non complica lo studio dei circuiti dove conta solo il verso della corrente, indicato con una freccia.

Perché possa circolare corrente in un conduttore devono essere vere due condizioni:

La corrente è detta:

Si parla allora di:

Per convenzione nelle discipline elettriche si indicano le grandezze costanti con lettere maiuscole e quelle variabili nel tempo con minuscole; in quest'ultimo caso non è necessario esplicitare la dipendenza della grandezza dal tempo. Ad esempio la scrittura `i` equivale a `i(t)` e la dipendenza dal tempo della corrente è implicita per il fatto che la corrente è indicata con una lettera minuscola.

3 Il generatore elettrico

Un generatore è un componente in grado di fornire energia al circuito4).

Esistono due tipi di generatori:

Nella pratica utilizziamo sempre dei generatori di tensione (batterie, alimentatori, dinamo, prese, ecc.). I generatori i corrente sono comunque importanti dal punto di vista teorico5) e possono comunque essere realizzati limitando la corrente di un generatore di tensione6) o con soluzioni circuitali con componenti elettronici.

Tensione

A questo punto è necessario dare la definizione della seconda grandezza elettrica fondamentale: la tensione (o differenza di potenziale) tra due punti è l'energia che occorre spendere per spostare una carica unitaria (un Coulomb) tra i due punti. Con una formula:

`V_(AB) = W/Q [V]`

Dove VAB è il simbolo della tensione tra il punto A e il punto B, W è il simbolo dell'energia7) e Q quello della carica. L'unità di misura della tensione (e del potenziale) è il Volt e il suo simbolo è V. Qualche osservazione:

Il potenziale in un punto è un altra grandezza misurata in Volt e corrisponde all'energia necessaria per spostare una carica unitaria da quel punto fino a distanza infinita. Questa grandezza, pur importante a livello teorico, non è misurabile ed è poco utile nella pratica, dove si farà sempre riferimento alla tensione. Capiterà invece di parlare di tensione in un punto ma in questo caso si intenderà sempre la tensione tra quel punto e la massa, un punto a cui si attribuisce potenziale zero che sarà preso come riferimento per le tensioni del circuito8)(definizione a pag.38 del testo).

4 Multipli e sottomultipli delle unità di misura

Quando il valore numerico di una grandezza è molto grande o molto piccolo (ad esempio nei resistori o nei condensatori) conviene usare multipli o sottomultipli delle unità di misura, indicandoli con un prefisso.

fattore di moltiplicazione nome prefisso
1012teraT
109gigaG
106megaM
103kilok
10-3millim
10-6microμ
10-9nanon
10-12picop

Due esempi:

In elettronica le grandezze verranno spesso espresse usando la notazione9) ingegneristica cioè:

che corrisponde a uno dei multipli/sottomultipli della tabella sopra. Nelle calcolatrici scientifiche la notazione ingegneristica si ottiene premendo il tasto EXP10) che significa 10 elevato alla…. Ad esempio premendo 2 EXP 3 si esprime il numero 200011).

Ricordiamo dalla matematica che:

`10^0=1`

`10^1=10`

`10^2=100`

`10^n=1` seguito da n zeri

`10^-1=1/10^1=0,1`

`10^-2=1/10^2=1/100=0,01`

`10^-n=0,` n-1 zeri e poi un 1

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1)
vedi paragrafo 2 sezione 1A
2)
i neutroni hanno massa come i protoni ma non hanno carica
3)
questo è quello che avviene normalmente nei circuiti elettrici; esistono altri tipi di corrente che coinvolgono anche cariche positive, ad esempio nelle scariche elettriche e negli elettroliti
4)
questo nelle condizioni normali di funzionamento; un generatore può anche assorbire energia dissipandola (sprecandola) o accumulandola (batterie ricaricabili)
5)
ad esempio per simulare parti di circuiti più complessi
6)
si usa un generatore di tensione che consenta di limitare il valore massimo di corrente e si fa in modo che il generatore eroghi una corrente superiore a quella limite facendo intervenire il limitatore
7)
in campo elettrico il simbolo E si usa per indicare la tensione dei generatori di tensione
8)
in genere si sceglie il morsetto negativo del generatore come massa ma la scelta è arbitraria perché il potenziale non è comunque misurabile mentre la tensione, che è la grandezza conta veramente nello studio dei circuiti, lo è
9)
modo di scrivere un'espressione
10)
a volte al suo posto c'è un tasto 10x
11)
in informatica si ottiene lo stesso effetto con la lettera “e” (quindi 2e3 significa 2000)